Wednesday, November 23, 2005

Il Mare d'Inverno


Avete mai sognato di aprire la finestra della vostra stanza e commuovervi all’odore della brezza marina? Avete mai sperato, dopo mezzora di fila sul lungomare Lutazio Catulo, di abitare ad un passo dall’acqua, tra i ciottoli del bagnasciuga, nascosti tra i frangiflutti?Amo fare citazioni, è vero, ma questa volta non comincerò con un brano da “I viaggi di Gulliver”. “Flo, la piccola Robinson”, naufragata su un’isola deserta si adatta a vivere su una palizzata; i fidanzatini della Laguna Blu hanno di meglio da fare che pensare a costruirsi una dimora; Costantino Vitaliano è pronto a rifarsi dal flop di “Troppo Belli” mangiando cocco e carne cruda sull’”Isola dei Famosi”– e magari rinunciando alla dolorosa ceretta sul torace.Pasquale, per stare a galla con la sua pensione da 282 euro, si concede l’unico lusso della sigaretta. Ha la sua casetta accoccolata tra gli scogli di via dell’Idroscalo: ogni mattone è stato adagiato sul terreno in modo da seguire la curvatura della roccia marina. Una porta a vetri chiude un’apertura delle rocce: sopra.. il vento, dietro la Capitale. Capitano cose strane a volte…Anche quando si decide di passare una tranquilla domenica pomeriggio a prendere un gelato al mare.Pasquale insiste per offrirci qualcosa, ci prepara un caldo e profumato caffè e ci fa accomodare al tavolo in cucina. C’è tutto qui: in pochi metri quadri ha costruito un rifugio dignitoso per sé e per il suo cane. E’ tutto pulito e in ordine, ogni ‘buona cosa di pessimo gusto’ ha un suo posto ed un suo motivo d’esserci: dal vecchio televisore in bianco e nero – ma ovviamente funzionante – alla collezione di cassette dei cantautori romani. “Un lavoro, magari a giornata, p’er momento va bè”.. Ha ricavato uno stanzone dove continuare a fare il gommista, anche ora che non ha più un negozio ed una macchina sportiva. A molte persone la vita non dà niente in regalo. Anzi, si accanisce nonostante la loro pervicacia e la loro voglia di darsi da fare. Pasquale ha lavorato tutta la vita, ma la sua famiglia è stata tribolata dal rincorrersi di tante malattie che si sono accanite su tutti i famigliari. Ha lottato, sofferto ed ha inferto coraggio a tutti. Vive alla giornata, lavorando e non rubando o annegando le sue ansie con lo spinello, sempre nel dubbio incessante che un giorno o l’altro le impietose acque del Tirreno travolgano le mura della sua casa. Altre persone, invece, sono un po’ più fortunate: gli ex okkupanti della colonia Vittoria Emanuele hanno avuto in regalo dalla Giunta Comunale gli appartamenti in via delle Azzorre, al centro di Ostia. Veltroni si è commosso davanti alla vita senza prospettive che i suoi miliziani arcobaleno avrebbero avuto rimanendo all’interno di una struttura umbertina rubata alla società. Ha trovato loro casa.. ed anche un lavoro, visto che tramite la cooperativa “Verderame” regalerà loro in appalto la gestione dell’edificando “Ostello della Gioventù”. Dedicato a Pasquale, coriaceo sessantenne che la vita irriverente ha confinato au milieu dell’Idroscalo……A sinistra dell’imponente nuovo Porto Turistico di Roma, a destra del plumbeo Mar Tirreno, ma non al centro delle giuste conoscenze.

Con pinne, fucile ed occhiali...


Anno astrale 2600.
Si narra che nel lontano 2005 la attuale conformazione topografica dei quartieri dell’entroterra lidense fosse totalmente differente. La zona, infatti, era soggetta allo stesso curioso fenomeno che caratterizza a tutt’oggi il Mont Saint Michel in Francia, millenaria abbazia benedettina posta sulle coste della Manica, che a intervalli irregolari si trasforma in una perfetta isola sotto l’effetto delle maree.
Le acque del mar Tirreno, inseguendo il moto lunare, si ergevano fino a 10 metri sopra il livello del mare. Dove ora ci sono la via del Mare ed il quartiere Dragona, nella stagione delle piogge si formava l’immenso lago di Acilia. Si raggiungevano le proprie abitazioni col gommone e le automobili erano utilizzate come parafulmini; il quartiere Bagnoletto era noto per la produttiva pesca del tonno delle acque scure ed il gioco più in voga fra i bambini era la cosiddetta “caccia al tombino”, il cui scopo era trovare quello senza spaccature nel condotto fognario.
Non parliamo per visioni.
I nostri quartieri ogni anno, col cadere delle prime piogge, ricadono nel doloroso problema delle esondazioni.
L’emergenza allagamenti ha un’origine strutturale: l’eccesso di cubature autorizzate dal Comune negli ultimi anni, senza programmare per tempo il potenziamento delle reti dei servizi e delle infrastrutture, sta portando le nostre zone al collasso anche dal punto di vista idrogeologico.
Arriveremo veramente ad andare a lavorare in gommone?